Diritto d’autore: l’Italia si allinea all’Europa e promuove la ricerca con nuove leggi…

l’Italia si allinea all’Europa e promuove la ricerca con nuove leggi…

Nasce una legge per democratizzare la ricerca…

La Commissione Europea ha recentemente chiesto agli stati membri di promuovere l’accesso alla ricerca scientifica, di potenziare la divulgazione pubblica di quest’ultima e di modificare le leggi sul diritto d’autore. L’Italia è uno dei primi paesi che sta seguendo queste indicazioni in quanto una proposta di legge è già stata approvata alla Camera dei deputati ed attende di passare al vaglio del Senato. Luigi Gallo – presidente della Commissione Cultura di Montecitorio – spiega le ragioni di questa proposta di legge, soprannominata Open Access :

“Abbiamo un pericolo da sventare. Vi sono grossi gruppi industriali, ad esempio Google cui è stata affidata dal precedente governo la digitalizzazione dei beni culturali per almeno dieci anni. I grossi gruppi internazionali hanno capito che il prossimo passo è avere la proprietà della conoscenza. Per questo lo stato deve organizzarsi e rispondere con forza con un sistema alternativo credibile che certifica la conoscenza. Questo può avvenire con l’accesso aperto alle ricerche scientifiche” (citazione dall’articolo “Open Access, la legge che apre la scienza ai cittadini – come chiede l’Europa” da agcult.it).

Concretamente l’obiettivo principale di questa legge è di sventare il monopolio dei grandi motori di ricerca e di fornire un accesso aperto ai dati ed alle ricerche scientifiche: sei mesi per le pubblicazioni scientifiche e dodici mesi per quelle umanistiche e sociali. Questa nuova apertura permetterà ai dati di circolare più liberamente, accelererà il processo scientifico e aiuterà a migliorare la qualità della ricerca generale. Studenti e dottorandi avranno un accesso garantito alle ultime pubblicazioni e potranno ottenere i dati in formati scaricabili e stampabili. Ovviamente dovranno riconoscere la paternità della ricerca citando correttamente l’autore o gli autori, ma sarà molto più facile accedere alle ultime pubblicazioni finanziate con fondi pubblici.  Infatti, Paolo Lattanzio – relatore della proposta di legge – spiega che questo provvedimento può sembrare molto tecnico ad occhi inesperti, ma sottolinea la portata rivoluzionaria di questa legge. Due sono i punti fondamentali da ricordare: le ricerche prodotte con almeno il 50% dei fondi pubblici saranno disponibili per un periodo che va da sei a dodici mesi e i ricercatori vedono finalmente riconosciuto il diritto alla ripubblicazione dei propri lavori.

Un altro aspetto importante di questa legge consiste nella nascita di un motore di ricerca nazionale, che ha come obiettivo di aggregare le banche dati già esistenti delle università e degli enti di ricerca. In questo modo sarà più facile svolgere attività di ricerca e gli enti pubblici sono incentivati ad utilizzare questo motore, grazie a premi per i più virtuosi.

… Ed un decreto per la tutela delle opere di ingegno

decreto per la tutela delle opere di ingegno

Il governo italiano sta anche cercando di promuovere la creatività all’interno delle scuole, sempre tutelando le opere d’ingegno. Questo sforzo è rappresentato dal decreto del MIUR del 29 agosto 2018, entrato in vigore a novembre dello stesso anno. Gli articoli 36 e 37 di questo decreto sono stati pensati proprio per “disciplinare i diritti di spettanza dell’istituzione scolastica e degli studenti e docenti sulle opere di ingegno, rientranti nell’ambito  del diritto d’autore e delle proprietà industriale” (citazione dall’articolo “Tutela opere d’ingegno: metà dei diritti allo studente, metà alla scuola”, da tecnicadellascuola.it).

Il punto fondamentale di questo provvedimento è il seguente: il 50% della proprietà spetta all’autore dell’opera, mentre l’altro 50% va all’istituto scolastico che è incaricato di occuparsi degli adempimenti formali per l’esercizio dei diritti e seguire l’autore nel percorso burocratico. Inoltre, le scuole – in caso di pubblicazioni scientifiche – dovranno verificare l’originalità del contenuto, anche utilizzando software per la sensibilizzazione e la rilevamento del plagio come Compilatio.net.

In questo modo gli autori saranno aiutati dall’istituto scolastico di riferimento e quest’ultimo sarà spinto a favorire la creatività degli studenti ed a garantirne l’originalità, attraverso iniziative di diverso tipo.

E a proposito di creatività

Rispettiamo la creativitàSi è appena concluso il progetto educativo Rispettiamo la creatività, un interessante workshop pensato per affermare l’importanza della legalità e del rispetto del diritto d’autore a partire dalle scuole medie superiori. I partner di questo progetto sono numerosi (EMCA, AFI, ANICA, FAPAV, MPA, SIAE, UNIVIDEO e nuovo IMAIE) ed hanno come obiettivo quello di sensibilizzare i giovani sull’importanza e sul ruolo che i diritti di proprietà intellettuale svolgono a tutela e difesa delle professioni artistiche e delle industrie culturali” (citazione dall’articolo “A scuola di diritti – Concluso il ciclo di workshop Rispettiamo la Creatività per gli studenti liceali” da key4biz.it).

Concretamente il progetto ha coinvolto tre licei della capitale, nel campo dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. I giovani liceali hanno avuto modo di incontrare diverse personalità come Roberto Ciufoli, Mirkoeilcane, Tommaso Zanello… Tutti gli incontri avevano come obiettivo quello di spingere i giovani a riflettere su questioni di attualità come il bisogno di trovare un giusto equilibrio tra la tutela del mondo creativo e l’accesso ai contenuti digitali.

In conclusione…

Le nuove proposte di legge ed i diversi workshop pensati per sensibilizzare i giovani potranno permettere all’Italia di soddisfare velocemente le richieste della Commissione Europea. Il nostro paese sta lavorando velocemente per spingere la ricerca e favorire l’accesso al sapere, sempre rispettando l’importanza del diritto d’autore. Aspettiamo di vedere la votazione del Senato e vi diamo appuntamento ai prossimi aggiornamenti per conoscere il testo definitivo di Open Access e per analizzarne i primi effetti.